giovedì 16 giugno 2011

Leggerezza...


In questo periodo sto leggendo "Naumachos - avventure subacquee" di Stefano Carletti.
Sotto ho riportato una pagina che mi ha particolarmente colpito... perchè raccontano di emozioni di 40 anni fa.. ma ancora così attuali da essere vive!

"Come sempre sudo e fatico per indossare la tuta. Sotto il sole, la guaina aderente di gomma nera è una specie di tortura; mi fa bruciare la pelle sulle braccia, sulle spalle, mi tira da tutte le parti. Non vedo l'ora di saltare in acqua. Afferro le bombole da mettere sulle spalle, le bombole che pesano... seduto sul capo di banda metto il boccaglio tra i denti, con la mano sinistra tengo aderente la mascherea al volto e mi lascio cadere all'indietro.
La caduta in acqua apre un sipario, lacera un diaframma che separa due spazi enormemente differenti, quello aereo quotidiano, naturale, logico di cui ormai non ci curiamo più, e quello acqueo, magico irreale, innaturale.
La vestizione e il tuffo, gesti ed atti che mi consentono di penetrare in un mondo non dell'uomo.
In questo spazio perdo il mio peso... non più caldo, non più fastidio, non più rumore. Per muovermi non è necessaria alcuna fatica; un leggero respiro basta per salire o scendere, un lieve colpo di pinna è sufficiente per spostarsi in ogni direzione. Tutto diventa lento e dolce come in un sogno, non un gesto brusco, non un movimento scattante: solo le delicate movenze di una danza."

1 commento:

AntonioM ha detto...

In fondo è un ritorno alle nostre origini.
Essere acqua nell' acqua.